Accedere alla nostra identità attraverso la magia della natura senziente, e ridisegnare il mondo.
(edizione breve delle mie sinapsi letterarie)
Se come me siete state delle bambine che avrebbero voluto sedersi alla tavola rotonda di re Artù, se nei vostri sogni di dame e cavalieri non vi siete mai sentite troppo rappresentate da Ginevra e se, infine, non avete mai letto le Nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley, potrebbe essere arrivato per voi il momento di leggere questo libro. Se anche lo avete letto tanto tempo fa, credo che sia interessante rileggerlo con la maturità di questi tempi e la nebbia di questa incipiente stagione d’autunno.
il mio livello di amore per il genere e l’ambientazione è davvero alto, tanto che uno dei i miei più grandi crucci di lettrice è l’aver perduto in in trasloco un’edizione completa del ciclo bretone, che mi ha accompagnata negli anni dell’adolescenza in uno dei miei viaggi letterari più belli e magici, quando ancora avevo memoria sufficiente a ricordare i nomi dei cavalieri e vista tale da poter leggere l’intera notte libricini scritti a carattere minuscolo.
Mi ha sorpreso quanto tardi io abbia incontrato nella mia vita di lettrice le Nebbie di Avalon, e mi ha fatto riflettere il fatto che nessuno me lo avesse mai consigliato nella mia adolescenza. Leggendolo ho intuito il perché: è un libro fantasy, che parla di cavalieri e dame e di mondi magici e di natura vivente, ma è un libro profondamente femminista e dunque disturbante. Dal mio punto di vista è un libro che, nel racconto che scorre avvincente, apre a domande su società e relazioni di potere, religione e relazioni di potere, maternità e relazioni di potere, identità femminile e maschile dal punto di vista delle relazioni di potere. Per questo, se non si fosse capito, nel suo rivisitare il mito arturiano dal punto di vista delle donne della storia, in particolare Morgana, sorella del celeberrimo re, ma anche interessante la lettura di Ginevra celebre regina e di Viviane, antica e potente sacerdotessa, le Nebbie di Avalon è un libro che apre a una prospettiva femminista. Per me molto interessante il fatto che una tale prospettiva si intrecci con la potenza di una natyra viva, senziente e partecipe se non guida nelle storie e nei cammini. Una natura magica in profonda connessione con il maschile e con il femminile.
Non entro nella trama, o meglio le trame che si intrecciano ma confermo che con copertina e tazza di caffè, scorre giù che è una meraviglia e attiva più di qualche connessione con il nostro presente, pur parlando di storie antichissime ed essendo stato scritto da Marion Zimmer Bradley nel 1983.

Lettere da Avalon di Noemi Bessone chiama Le Nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley
Le Nebbie di Avalon mi ritorna in mente in questi giorni, richiamato dal libro “Lettere di Avalon” di Noemi Bessone scrittrice e operatrice del sacro femminile che ho incontrato su Instagram (social che con tutti i suoi difetti a volte ci mette in connessione con anime dalla ricerca affine alla nostra).
Se Avalon vi chiama, vi ha chiamato in passato o se siete già in cammino verso e attraverso le sue nebbie, io credo che il racconto epistolare scritto da Noemi possa essere di aiuto, per ricordare, riattivare e testimoniare che Avalon esiste ancora nel presente e che la sua storia antichissima ha più di qualcosa da dire alla nostra vita.
Mi piace il modo in cui Noemi intreccia la sua ricerca spirituale con la storia molto concreta e contemporanea della protagonista, dei suoi dubbi e delle decisioni da prendere davanti alle domande del presente.
Trovo molto belle e utili le illustrazioni per spostarci nello spazio del magico, attraverso la natura evocativa dello spirito che vive accanto e attraverso di noi, e le pagine del diario personale di chi legge. Infatti Noemi nel suo libro lascia anche a noi lo spazio per appuntare pensieri e intuizioni, in un viaggio parallelo del tutto personale che accompagna il racconto intimo della sua protagonista.
Buon viaggio nelle Nebbie, se leggete fatemi sapere!
Chiara B.
@caffeconrose
#unlibrochiamalatro
sinapsi letterarie
è la rubrica Caffè con rose dedicata alla lettura e a quello strano, personalissimo processo per cui leggendo un libro te ne torna alla mente un altro.Queste sono le sinapsi letterarie di Chiara B. (me medesima), incontrollabili dalla stessa autrice e perciò insindacabili.

Ma che meraviglia vedere il mio romanzo vicino a quelli della Bradley! È vero, Avalon esiste ancora e parla ancora, se sappiano ascoltare.
Grazie di cuore per questo accenno.
Ti abbraccio.
Noemi